Come scegliere l’elica giusta

Dal momento che in una barca a vela, metà della navigazione viene fatta a motore, è molto importante sceglierne uno affidabile e di potenza adeguata, ma soprattutto con un’elica all’altezza della situazione, la cui bontà varia a seconda dell’imbarcazione, che permetta di sfruttare appieno la potenza del motore.

In questo articolo cercheremo di aiutarvi a trovare l’elica giusta per la vostra barca, affrontando l’argomento sotto il profilo strettamente pratico del fai da te.

Esistono svariati tipi di eliche e la terminologia per descrivere le caratteristiche e le prestazioni di un’elica è molto colorita. A noi interessano solo due dati fondamentali: diametro e passo.

Il diametro è quello di un ipotetico cerchio che unisce le estremità delle pale. La scelta del diametro è determinata principalmente dal numero di giri dell’elica e dalla quantità di potenza disponibile all’elica. Il diametro generalmente aumenta con l’aumentare delle dimensioni dell’imbarcazione.

Il passo è invece la distanza che un’elica percorrerebbe in un giro completo se potesse muoversi in un solido morbido, come una vite nel legno. Se, ad esempio, un’elica, dopo aver compiuto un giro completo all’interno di un solido morbido, avanza di 100 mm, significa che ha un passo di 100 mm.

Le eliche possonoe essere divise in tre categorie:

  • eliche a pale fisse
  • eliche a pale abbattibili
  • eliche a passo variabile

Eliche a pale fisse: hanno le pale saldate al mozzo e il passo viene deciso in fabbrica in fase di costruzione. Queste eliche sono certamente più robuste delle altre. Per contro, oltre ad avere una perdita di rendimento in retromarcia di circa il 50%, sono poco indicate su di una barca a vela per la resistenza idrodinamica che offrono, influendo in modo sensibile sulla velocità nelle andature a vela.

Eliche a pale abbattibili: hanno le pale che si chiudono automaticamente con la spinta idrodinamica esercitata dalla velocità della barca quando procede a vela e a motore spento. Offrono pochissima resistenza, ma manovrano male in retromarcia.

Eliche a passo variabile: hanno le pale orientabili tramite ingranaggi interni o esterni, e questo permette di modificare il passo a piacere. Inoltre offrono pochissima resistenza idrodinamica durante la navigazione a vela, in quanto le pale si posizionano in «bandiera». Sicuramente sono quelle più versatili e per questo più usate in quanto, permettendoci di variare il passo a nostro piacimento, ci consente di trovare quello più idoneo alle nostre esigenze.

La maggior parte dei costruttori di eliche e di motori sostiene che l’elica è «giusta» quando il motore perde, sotto carico, tra il 5% e il 10% dei giri massimi. Se, ad esempio, un motore prende 3600 giri a vuoto, dovrebbe perdere circa 200 giri sotto carico in condizioni di mare calmo, assenza di vento, carena pulita, barca leggera, ecc., e 360 con mare mosso, carena sporca e vento contrario. Se perde più giri vuol dire che l’elica è troppo «carica» e fa lavorare il motore sottosforzo, se ne prende di più, l’elica è troppo «scarica» e non sfruttiamo appieno la potenza del motore. Ovviamente questo vale per un motore in buono stato e con filtro della nafta pulito e iniettori efficienti. L’ideale è fare delle prove in mare e trovare il giusto mezzo, in modo da trovare il passo ideale per la propria imbarcazione, a seconda del tipo di barca e delle proprie esigenze.