Il corretto smaltimento rifiuti liquidi industriali per le piccole imprese

Lo smaltimento dei rifiuti liquidi industriali è uno dei problemi più dibattuti, soprattutto alla luce della nuova normativa ambientale che pone l’accento sulle definizione letterali delle parole “rifiuto”, “scarico”, “acque reflue”, specificatamente in relazione al tipo di immissione di queste nell’impianto.

Con la nuova normativa sullo smaltimento dei rifiuti liquidi industriali, infatti, non viene data molta rilevanza alla classificazione delle acque reflue (come liquide, semiliquide, o comunque convogliabili). Il vero problema che si presenta riguarda, invece, l’eliminazione, in base appunto alla qualificazione dell’immissione, come “diretta tramite condotta” o meno.

A livello esclusivamente letterale, inoltre, utilizzando le definizioni di legge, le acque reflue immesse direttamente non sono soggette alla normativa sui rifiuti, ma a quella sulle acque, mentre lo sono, e sono considerate quindi a tutti gli effetti rifiuti liquidi, quelle intenzionalmente eliminate, o con l’obbligo per il detentore di farlo.

L’elemento differenziale quindi non è costituito dal binomio acqua reflua (acque)/rifiuto liquido (rifiuti) in quanto in realtà anche una acqua reflua è rifiuto liquido se il detentore “se ne disfa, abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsene”. Esso consiste, invece, nella “immissione in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria”, perché, mancando questa, l’acqua reflua va qualificata come rifiuto liquido.

In altri termini, a prescindere dalla legittimità del cambiamento terminologico, si deve osservare che tale ultima modifica sembra spostare l’accento da un termine statico (“acque di scarico”) ad un termine dinamico (“scarico idrico”), per cui si può ritenere che il legislatore abbia voluto specificare che, non appena si esce dalla fase dinamica dello scarico, si ricade in quella, statica, relativa ai rifiuti liquidi.

Un impianto di trattamento di acque reflue è in definitiva quello che effettua scarichi idrici di acque reflue che gli pervengono in modo diretto, senza soluzione di continuità. Se riceve acque reflue che gli pervengono non direttamente, queste vengono considerate rifiuti liquidi oggetto di “smaltimento”, e l’impianto deve, di regola, essere autorizzato, appunto (anche) come impianto di smaltimento rifiuti liquidi. In altri termini, un’acqua reflua immessa direttamente nell’ambiente costituisce uno scarico idrico, mentre diventa rifiuto liquido se viene isolata e separata dallo scarico diretto (immissione indiretta).